Castagnata pro-Inshuti – IS San Pellegrino

IS San Pellegrino

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Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione con Convitto Annesso - Istituto Tecnico per il Turismo

Castagnata pro-Inshuti

CASTAGNE… SOLIDALI!!!

18 ottobre 2022: finalmente, dopo 3 anni di forzata interruzione determinata dalle misure di contrasto della pandemia da Covid-19, il Convitto annesso all’I.S. S. Pellegrino è tornato ad animarsi con la tradizionale serata evento dedicata alla CASTAGNATA SOLIDALE PRO “INSHUTI ITALIA-RWANDA UNLUS”. L’attesissimo evento è stato un vero successo: altissima la partecipazione delle famiglie degli studenti convittori, per le quali la serata è stata anche l’occasione per confrontarsi con gli educatori riguardo, in particolare, l’inserimento delle nuove iscritte e dei nuovi iscritti nella realtà educativa del Convitto annesso.

Doverosi sono i ringraziamenti al Gruppo Alpini di San Pellegrino che, anche in questa occasione, come in tutte le precedenti edizioni della castagnata, ha offerto generosamente la propria disponibilità nel mettere a disposizione l’attrezzatura, e la sapiente manodopera, necessarie per preparare ben 120 chili di ottime caldarroste che gli ospiti hanno dimostrato di apprezzare, insieme al vin brulè preparato dai cuochi del convitto, alle bibite e ai biscotti.

Ma la castagnata aveva anche un intento solidale: acquistando i biglietti della riffa che metteva in palio ben 21 ricchi cestini, confezionati dalle abili mani degli studenti e delle educatrici con gli ottimi prodotti che le famiglie hanno generosamente messo a disposizione della buona causa, ciascuno degli ospiti ha contribuito alle attività della Onlus INSHUTI ITALIA-RWANDA, fondata da Grace Kantengwa nel 2007.

Al termine dell’articolo troverete alcune notizie e riferimenti a Grace e alle attività della onlus ma, prima di concludere, sono doverosi i ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito al successo della serata, in primis la Dirigente prof.ssa Giovanna Leidi, tutto il personale che opera nel convitto annesso(educatori, collaboratori e collaboratrici, cuochi), le convittrici e i convittori, le famiglie e l’associazione dei genitori dell’istituto, rappresentata dalla presidente Erika Testa che, come nelle precedenti occasioni, ultima in ordine di tempo il banchetto pro-Rwanda ospitato nella sala ristorante dell’Istituto il 20 maggio 2022, è stata preziosissima nel supportare e promuovere l’organizzazione dell’evento.

GRAZIE A TUTTI E…APPUNTAMENTO AL PROSSIMO EVENTO CHE ORGANIZZEREMO: LA TOMBOLA PRE-NATALIZIA, i cui proventi saranno anch’essi devoluti a INSHUTI ITALIA-RWANDA ONLUS.

“Io leggo perché…”.

In Convitto parliamo di libri e di solidarietà

Tra le proposte di lettura e le attività di Io leggo perché…” che gli educatori presenteranno agli studenti nel corso dell’anno vi sarà il libro “GRACE” di Dario Scarpati. Leggendo questo libro conoscerete la storia di Grace, presentata dall’autore come se fosse il copione di una commedia pronta per essere messa in scena.

Vi presentiamo l’ambientazione e la parte introduttiva, per stuzzicare la vostra curiosità ed invogliarvi ad acquistare il libro, contribuendo così a sostenere le attività di “Inshuti Italia-Rwanda” Onlus, fondata da Grace Kantengwa nel 2007. Inshuti significa amicizia nella lingua del Rwanda e dal 2012 l’Istituto Professionale Alberghiero (oggi Istituto Superiore S. Pellegrino) e il suo Convitto annesso sono tra gli amici dell’associazione contribuendo, attraverso le attività del Progetto Inshuti che si svolgeranno nel corso dell’anno, alle finalità istituzionali della Onlus: adozione a distanza, progetti di microcredito e di sostegno all’istruzione ed alla formazione.

 

I personaggi della commedia

GRACE – infermiera del reparto Medicina generale

LIA – giovane dottoressa del reparto Medicina Generale

ELISA – infermiera anziana del reparto Pediatria

LUCA – medico del reparto Pediatria

EGISTO – anziano paziente

Siamo in un medio-piccolo paese del Nord Italia.

La scena si svolge nella stanza dei medici di un ospedale, reparto Medicina generale. Turno di notte.

Vi si trovano Grace e la giovane dottoressa Lia, al primo incarico importante, proveniente dal Sud Italia. Grace è sposata ed ha tre figli. La dottoressa invece è sola e, arrivata da poco, non ha ancora una rete di amicizie. Il reparto vicino è pediatria, nel quale stanno svolgendo il turno un medico ed una infermiera più grande d’età, un po’ rompiscatole.

Nella stanza ci sono un divanetto ed una poltroncina, una scrivania con una sedia, un computer, un telefono ed una lampada; uno schedario con carte e faldoni; la luce delle chiamate di emergenza, l’asta per le flebo, l’armadio con i farmaci.

All’apertura del sipario la stanza è vuota; entrano la dottoressa e l’infermiera dopo un intervento in una delle stanze di degenza.

All’apertura del sipario entrano Lia e Grace

Dottoressa Lia – Grace, meno male che sono in turno con lei: non stavo capendo una parola di quello che la paziente mi stava dicendo.

Infermiera Grace – Eppure l’italiana è lei…

Lia – Italiana…perché ce n’è una sola di Italia, secondo lei? Almeno linguisticamente, dico. No, anzi no…pure per molte altre cose.

Grace – Per esempio?

Lia – Per esempio…per i minuti di cottura della pasta! (ridono)   

Grace – E lei a quale scuola di pensiero appartiene?

Lia – Rigorosamente meridionale, gli spaghetti si mangiano “in piedi”!

Grace – Senza sedersi? Perché?

Lia – No, non mi sono spiegata: sono gli spaghetti che non si devono sedere. Devono essere bene al dente.

Grace – Ah, spaghetti stakanovisti.

Lia – Assolutamente!

Grace – Ma davvero non aveva capito cosa aveva la signora?

Lia – Davvero! Deslogàsel…come si dice ginocchio?

Grace – Ginoeucc…è facile

Lia – Ho bisogno di un’insegnante…quanto si prende per le ripetizioni?

Grace – Se continuiamo a darci del lei 500 euro; se riusciamo dopo tre mesi a passare almeno al voi, gratis!

Lia – (Sorride) OK, vada il voi…la tredicesima è ancora troppo lontana…ci conosciamo poco, ma da quel che vedo, anzi…che sento, ne devi sapere di lingue. Parli sempre con tutti.

Grace – Per me, parlare, è sempre significato vivere. Spesso mi sono salvata proprio perché ho la lingua sciolta…sennò mica me la sarei cavata sempre. Sai qual è il sogno che faccio più spesso e che mi mette sempre tanta paura?

Lia – No.

Grace – Sono in qualche situazione di pericolo e cerco di gridare o di chiamare aiuto, apro la bocca e non mi escono le parole…e allora grido sul serio. Mio marito lo sa e non si spaventa, ma le prime volte ho rischiato di farlo ricoverare in cardiologia!

Lia – Ah, allora per questo sei diventata infermiera…per svegliarlo anche qui!

Grace – Certo…

Lia – Ma il tuo è un sogno reale o solo l’inconscio che fa come gli pare?

Grace – Metà e metà…ti racconto solo questo: ero piccola piccola quando in Rwanda c’è stata una prima caccia ai Tutsi; forse avrai sentito la vera e propria strage che c’è stata nel 1994…ma neanche prima ce la cavavamo davvero tranquilli…

Lia – Quindi tu sei una Tutsi nata in Rwanda? Perdona, ma per noi la geografia era più o meno sapere quanti capi ovini sono allevati in Abruzzo…

Grace – Sì, sono una Tutsi rwandese. Una notte, quando nessuno se lo aspettava, qualcuno ha cominciato a dar fuoco alle nostre case e tutti siamo usciti fuori. Nella confusione…mi sono persa.                                          Sono sempre stata un tantino vivace, ma quella notte non era solo colpa mia…correvano tutti e non ci si capiva niente. Per la paura, mi sono nascosta dietro un albero e non mi sono mossa fino a quando non ho visto la luce dell’alba.

Lia – Piccola piccola, di notte, sola…ma non avevi paura?

Grace – Certo, ma che potevo fare? La mattina mi ha trovato piagnucolante, infreddolita ed affamata una signora che conoscevo solo di vista e che aveva perso il figlio: cercava lui e ha trovato me… e mi si è portata a casa. Solo dopo che il camion che trasportava i profughi è riuscito a prendere anche noi per portarci in Uganda sono riuscita a ritrovare i miei genitori…due giorni dopo.

Lia – E la signora? E i tuoi genitori?

Grace – La signora si era ormai abituata ad avere questa specie di coniglio parlante che girava per casa. Avevo descritto così bene la mia famiglia che appena li ha visti ha detto “eccoli, finalmente”. Secondo te, “finalmente” perché mi voleva tanto bene o perché sperava di ritrovare la pace in casa?

Lia – Tu che dici?

Grace – Nel dubbio, ho evitato di chiederlo…

Lia – A scuola sarai stata bravissima!

Grace – A scuola? Mica lo so quante pecore ci sono in Abruzzo…

Grace

Questo libro è la storia di Grace Kantengwa e quella di un sogno realizzato: l’Associazione “Inshuti, Italia-Rwanda Onlus”, raccontata dall’autore come “Commedia in un atto”. Alla Onlus “Inshuti”, nata nel 2007 grazie alla tenacia della sua promotrice Grace e a tutti gli amici (è proprio il caso di dirlo, visto che “inshuti” significa amicizia nella lingua del Rwanda) che in questi anni ne hanno sostenuto le attività, tra i quali vi sono anche, dal 2012, l’Istituto Professionale Alberghiero (oggi Istituto Superiore S. Pellegrino) e il suo Convitto annesso, sarà devoluta buona parte dei proventi ricavati dalla vendita di GRACE.

Per cominciare, ecco le circostanze, e i motivi, per cui questo libro è nato.

Le vicende che vogliamo raccontarvi non sfigurerebbero affatto qualora venissero narrate in un avvincente romanzo, nel quale convivono felicemente il dramma, rappresentato da fatti ed eventi che, purtroppo, sono realmente avvenuti, con momenti più leggeri e divertenti (e c’è pure il lieto fine!) i quali, però, starebbero altrettanto bene in una narrazione sotto forma di commedia. E infatti…la commedia esiste già, è stata pensata, scritta e pubblicata da Dario Scarpati, che non ha potuto rimanere indifferente, come è avvenuto per molte persone prima di lui, all’incontro con LEI, che di questa commedia è la protagonista, la “nostra” GRACE.

 

Dario Scarpati è nato a Roma nel 1966.Archeologo di formazione ed esperto di accessibilità museale. Spettatore professionista di spettacoli teatrali, si è trovato all’improvviso sul palco in un centro di riabilitazione. Usa musei e teatri per ascoltare e raccontare storie.

Per “Mali Caratteri” ha pubblicato “Fascino a rotelle”.

Abbiamo prima anticipato che GRACE è stato concepito dall’autore come “Commedia in un atto”.

Scarpati utilizza il linguaggio della commedia perché questo è il modo di raccontare che gli è più congeniale: “La commedia ci permette di entrare nella quotidianità, nei vissuti, dando ai personaggi stessi la possibilità di narrarsi; è un modo di scrivere senza troppe mediazioni. Ci arriva come se stessimo a chiacchierare con i nostri vicini di casa; è questo che mi piace: il personaggio si regala allo spettatore, diviene “persona”.

Può piacere o non piacere, ci può intenerire o infastidire, essere simpatico o antipatico.

Difficile che ci sia indifferente”.

L’autore dice che “Ho sentito parlare per la prima volta di Grace ad una cena di amici comuni, persone che la conoscevano bene perchè erano stati suoi vicini a Tradate, prima di trasferirsi a Palermo. Pochi cenni sono bastati per intuire che ci poteva venire fuori una storia. La chiamo. Qualche parola e sembra che ci conosciamo da anni…Grace, con la sua storia, mi dà una grande opportunità. Parlare di lei è parlare del mondo. Ci provo. La immagino immersa nel suo lavoro di infermiera, in un mondo di relazioni da creare in ogni momento per abbassare tensioni e paure”.

La immagino poliglotta, capace di passare dal “rwandese” al “lombardo” come se nulla fosse.

Capace di fare la traduttrice non solo di parole, ma di emozioni. Sempre lì, sul pezzo.

E comincio a scrivere brandelli di dialoghi, a valutare situazioni da inserire nella narrazione.

Mi diverto a scrivere, ancora di più ad immaginare. Immagino situazioni potenziali che mi fa venire in mente la voce di Grace. Immagino la messa in scena”…   

Chi è Grace e cos’è “Inshuti”.

Grace è la promotrice della Onlus “Inshuti”, Associazione nata in Italia nel 2007, che collega le sue due anime: Italia e Rwanda. Ed è ad “Inshuti”, a cui è dedicata questa commedia, che andrà buona parte dei proventi della vendita di questo libro. L’idea che ci ha mosso è la volontà di comunicare questi 15 anni di attività e magari di promuovere anche altre iniziative; una proposta concreta è l’apertura di nuove sedi dell’Associazione, sparse nei nostri territori, capaci di coinvolgere persone in piccole-grandi attività, sempre importanti per far crescere conoscenza, inclusione, benessere.

“Inshuti Italia-Rwanda” Onlus è stata fondata nel 2007 da una donna coraggiosa, Grace Kantengwa, scappata dalla Guerra civile del Rwanda nel 1959. Dopo aver trascorso la sua gioventù in un campo profughi in Uganda, grazie all’aiuto di un missionario arriva in Italia dove oggi vive con la sua famiglia e le sue due sorelle. Dalla sua esperienza nasce la volontà di aiutare il prossimo in difficoltà, in primis sostenere il suo poverissimo paese dove non ha avuto il privilegio di crescere… L’Associazione “Inshuti Italia-Rwanda” Onlus è attiva in tre campi principali: il sostegno a distanza di bambini e bambine, ragazze e ragazzi; l’aiuto diretto delle persone senza occupazione e delle loro famiglie promuovendo corsi di formazione e piccoli progetti di microcredito; la realizzazione di progetti per rilanciare il sistema scolastico e l’istruzione.                       L’Associazione opera sul territorio italiano e rwandese, con la presenza costante di numerosi volontari e tutti i progetti sono realizzati da personale locale.  Sostiene e promuove le popolazioni dell’East Africa, Rwanda, Congo, Uganda…e opera direttamente in Rwanda dove ha la sua sede africana…Dà grande importanza e sostegno alla scuola come strumento unico di formazione per l’individuo; al sostegno dell’economia famigliare e “del villaggio”; alla promozione del lavoro delle donne… Il genocidio del 1994 ha causato 1 milione di morti e ha lasciato il Rwanda in ginocchio… Oggi è ritenuto un Paese stabile e libero dove però c’è ancora molto da fare”.